Monza, il tempio della velocità

Scrivere di un luogo così incredibile e importante per la mia vita non è affatto semplice.
Uno dei primi ricordi che ho dell’Autodromo di Monza è … una partita di calcio. Ero piccolo intorno gli 8 anni credo e con gli amici del campeggio che c’è vicino alla prima variante  stavamo, come ogni giorno di quella fine estate, facendo una partita due contro due. Gli alberi come pali della porta e un campo che di regolare non aveva nulla. Ci stavamo divertendo tantissimo, spensierati come solo a quell’età puoi essere, quando ad un certo punto ci fermammo tutti e ci guardammo in faccia ridendo. Io dissi agli altri: “ehi ma ci pensate? In tutto il mondo stanno guardando la gara di F1 che c’è alle nostre spalle e farebbero carte false per essere qui dove siamo noi e noi che facciamo.. giochiamo a calcio!!!” Appena il rombo dei motori si accese, insolitamente lasciammo perdere il pallone per correre a vedere la partenza del Gp. Per un lungo periodo mi dimenticai di quel posto, la mia famiglia infatti non frequentava più quel campeggio. Dopo altri 4 anni di lontananza ritornai a vedere un Gp con i miei genitori. Avevamo un camper e decidemmo di andare a vedere tutto il weekend del 1990. Di quei giorni ricordo tre particolari come fosse oggi. I tedeschi di fianco a noi che svuotarono una botte di birra da non meno di 30 litri in una sera, il modellino del camion della Layton House che volevo tantissimo e l’incidente di Warwick che si disintegrò letteralmente all’uscita della parabolica.
Altri anni di lontananza, ma l’autodromo per un Monzese è come un membro della famiglia. Sai che è li, e che quando vorrai andare a trovarlo lo troverai sempre al suo posto. L’ultima fase della mia avventura con questo magico posto ha inizio nel 1998 con  i test di settembre della F1. Saltai la scuola insieme ad alcuni compagni di classe e fu come ritrovare una parte di me. Il rombo dei motori che sentivo solo dal balcone di casa ora riaveva una “faccia”. Da allora la nostra storia non si è più interrotta e  la mia voglia di avvicinarmi e di frequentare quell’ambiente è aumentata a dismisura, portandomi a unire la passione per la fotografia a quella del motorsport, creandomi un lavoro che mai e poi mai avrei pensato di fare. Come tutti i lavori però ti portano a vedere le cose da un diverso punto di vista, più pratico e meno romantico. Due domeniche fa però è successo qualcosa di straordinario. Durante il weekend del Blancpain Gt ho ritrovato un’amica che pareva smarrita nel tempo. La mia passione per l’Autodromo di Monza. Per la prima volta da molti anni, sono tornato a divertirmi come il bambino che giocava a pallone nel campeggio, senza pensieri, mettendo da parte i problemi che un lavoro può dare e riscoprendo quella voglia di essere li solo per la fortissima passione che provo.