Storia del Campionato Italiano Prototipi
Dal 1984 ad oggi il Campionato Italiano Prototipi, organizzato da Aci-Csai, ha rappresentato il punto di riferimento per gli amanti di queste vetture.
Il campionato ha vissuto nella sua storia momenti cruciali come la crisi del 2000, con il minimo storico di iscritti, che ne stava decretando il fallimento. Crisi sventata grazie ad un solo anno di gestione Peroni che riuscì a rilanciare la categoria.
Alla fine della stagione 2004 fu deciso di attuare i regolamenti FIA sulla sicurezza che introducevano prototipi di nuova progettazione, spingendo così i team a rinnovare il parco macchine. Tra le novità previste c’erano l’introduzione delle scocche in carbonio e del roll-bar anteriore rinforzato da centine diagonali.
Il 2005 avrebbe dovuto rappresentare un anno di transizione che nel giro di poco tempo avrebbe condotto al completo rinnovo delle vetture, adottando la normativa che includeva fra l’altro l’obbligo dei crash test, l’adozione di un’ala posteriore più piccola e regole precise per il fondo piatto. Ciò creò non pochi problemi a team e piloti che per anni avevano prese parte alle gare con modelli più datati, ma anche poco costosi dal punto di vista gestionale. Per venire incontro alle esigenze delle scuderie la scelta della progressiva sostituzione sembrava la migliore, ma non si è comunque fatto molto per realizzare concretamente questo svecchiamento e i regolamenti, di anno in anno, hanno continuato a proporre correttivi tecnici per livellare le prestazioni tra vecchi e nuovi modelli.
Nel 2008 i regolamenti avrebbero dovuto essere applicati completamente, ma nella sostanza i vecchi modelli potevano ancora partecipare e concorrere all’assegnazione del titolo italiano, mentre in molti si auspicavano almeno l’istituzione di un Trofeo Nazionale destinato a queste vetture. Furono però aumentati i pesi minimi stabiliti per i prototipi di classe B con regolamenti antecedenti al 2004. Parallelamente fu abbandonato l’uso delle zavorre.
Le classi CN2 e CN4 sono le più rappresentate in pista e nel 2010 delle altre categorie sembra non esserci traccia. Il parco macchine, nelle ultime edizioni, si è finalmente rinnovato (nonostante siano ancora ammessi i prototipi CN di classe B) e anche il numero dei costruttori e dei piloti è decisamente in crescita.
Samanta Capacini


