Storia della LMS
Le Mans Series (LMS) è una serie endurance europea creata nel 2004, come categoria preparatoria alla 24 Ore di Le Mans, con l’intenzione di far rivivere le leggendarie 1000km e riportare al top delle discipline motoristiche le gare di durata. Inizialmente il nome era Le Mans Endurance Series, ma poi venne ridotto a Le Mans Series. Le serie è ispirata all’American Le Mans Series (ALMS), che si svolge negli Stati Uniti e in Canada, già dal 1999. I regolamenti della ALMS non rispettavano pienamente quello della 24 Ore di Le Mans, così l’ACO (Automobile Club de l’Ouest) decise di creare la serie europea con regolamento Le Mans per attrarre gli stessi partecipanti. I piazzati al primo e al secondo posto della classifica finale ricevono, infatti, un invito di partecipazione alla 24 ore di Le Mans dell'anno successivo.
Inizialmente il campionato ha toccato quattro storici e suggestivi circuiti: Monza, Spa, Nurburgring e Silverstone, ma ad ogni stagione ci sono stati cambiamenti. Le gare dal 2005 sono diventate cinque con l’inserimento di Istanbul, circuito su cui si corse solo in quell’anno. Negli anni il campionato ha scelto di fare tappa in altri circuiti e nel 2010 sono in calendario Portimao, Hungaroring, Paul Ricard, Spa e Silverstone. L’inclusione di nuovi circuiti ha in pratica sostituito i più storici di Monza e Nurburgring, snaturando l’idea di base di una serie che voleva riallacciarsi alla storia delle 1000 km. Il prestigio e l’agonismo della serie però non sono messe in dubbio, nonostante tanti cambiamenti di piste, anche perché nei week end si coglie il sapore anticipatorio della 24 Ore e si pregustano, in anteprima, i duelli che animeranno Le Mans.
Accedono alla LMS le vetture GT1, GT2 e i prototipi LMP1 e LMP2 che si sfidano in gare endurance di sei ore. La LMS, sempre attenta alle innovazioni e all’ecologia, dal 2006 ha accolto il diesel, aprendo le porte alla sfida tra Audi e Peugeot che ha caratterizzato anche la 24 Ore di Le Mans; dal 2009 è introdotto l’uso dell’E10 e nel raggruppamento LMP1 c’è spazio anche per le ibride.
Samanta Capacini


