Storia della Formula X
Lo sviluppo della Formula X ebbe inizio nel 2000 dall’idea del francese Claude Chantal e del belga Quirin Bovy.
Il progetto era rivoluzionario e offriva un approccio molto particolare: la Formula X poteva cambiare da monoposto a sportscar/prototipo, e viceversa, in pochi minuti montando due diverse scocche. Due vetture in una, con uno stesso telaio e lo stesso motore, che davano luogo a due diverse idee di gare: la Formula X monoposto era pensata per i giovani piloti dai 16 ai 25 anni, la Formula X Sport era indirizzata a piloti più esperti.Le vetture erano disegnate e progettate dal costruttore britannico Van Diemen, erano realizzate in fibra di carbonio, con telaio conforme alle norme di sicurezza FIA per F3, ed alimentate da un propulsore di cilindrata 2000 cc. Il cambio al volante era sequenziale a cinque marce.
La Formula X era una categoria chiavi in mano che prevedeva una fornitura completa. Le vetture erano tutte uguali e ad occuparsi della manutenzione c’era un team centrale di ingegneri e meccanici. Al pilota restava solo il compito di arrivare in circuito, sorteggiare il numero della sua scocca e scendere in pista. Tutto questo al fine di offrire la possibilità di correre con vetture competitive, ma senza pagare ingenti somme di denaro.
Per il lancio della categoria, avvenuto nel 2004 in concomitanza con la Le Mans Endurance Series, fu scelta la versione Sport che disputò la Formula X Sport Series, mentre per le Monoposto fu organizzata la Formula X Gulf. Il campionato invernale da disputare in medio oriente, nella regione del Golfo, doveva debuttare nella stagione 2004-2005, l’esordio fu, però, rimandato inizialmente di un anno per problemi nell’ottenere le licenze da parte dei piloti locali.
Il programma per la stagione 2005 prevedeva di affiancare WTCC e FIA GT, nei Super Racing Weekend, e in questo caso si sarebbe disputato il campionato FX Euro Series con le Monoposto. Le Sport sarebbero state impegnate in gare Endurance della durata di sei Ore. Previsto, per il 2005, anche un campionato di Formula X Italia che avrebbe incluso sei tappe, con doppia gara, e si prospettava l’idea di correre anche una serie asiatica.
Le cose andarono però diversamente e, dopo la sola stagione 2004 in pista, i progetti rimasero solo sulla carta. Una brillante idea che puntava soprattutto ad abbattere i costi, coinvolgendo vetture originali e molto versatili, ma non fu accolta nel modo migliore. In realtà gli organizzatori non fecero altro che anticipare i tempi con la formula chiavi in mano, come recentemente proposto ad esempio con la F2, senza ottenere gli appoggi utili per andare avanti.
Samanta Capacini


