Storia della Formula Renault 1600

La Formula Renault Monza (o Formula Junior 1600 powered by Renault) nacque, nel 2002, dall’idea di Renault Sport di creare una monoposto adatta ai giovani debuttanti nel mondo delle corse. La categoria fu ideata come porta d’accesso all’automobilismo per i giovani provenienti dai kart, come anello di congiunzione con le monoposto più potenti. Il compito della serie era preparare i giovani alle monoposto di più alta cilindrata, insegnando loro a fare le regolazioni di cui deve esser capace chi ambisce a diventare pilota professionista.
Nelle intenzioni dei promotori i piloti partecipanti al campionato avrebbero potuto proseguire il loro cammino magari proprio nella Formula Renault 2000 Italia, con cui dividevano i week-end di gara.

La monoposto Tatuus aveva telaio monoscocca in carbonio, rinforzata con tre centine in grado di sopportare i severi crash test FIA; il motore, 1600 cc di cilindrata, era un Renault K4M, 16 valvole, quattro cilindri; e il cambio era sequenziale a cinque rapporti. La vettura era equipaggiata con un sistema di acquisizione dati, fornito dalla ditta francese XAP, che permetteva il controllo totale di tutti i parametri di funzionamento della monoposto lungo il circuito. Tale strumento, accompagnato ad un software di facile utilizzo, consentiva alle monoposto di casa Renault di avere tecnologie e soluzioni fino ad allora riservate solamente alle formule di livello superiore.

Mantenendo le conoscenze acquisite attraverso la Formula Renault Monza, che chiuse i battenti alla fine del 2004 dopo solo tre edizioni, la Peroni Promotion propose il Trofeo Nazionale Formula Junior 1600. Dalla titolazione scomparve il nome Renault perché da quel momento la serie veniva gestita direttamente dal Gruppo Peroni. Il campionato si è disputato nelle stagioni 2005 e 2006, poi le stesse vetture sono state riutilizzate nella Formula Monza 1.6 (2007) e nella Formula Azzurra (2008-2009).

Samanta Capacini