Storia del Trofeo Cadetti
Luigi Bertett, Presidente dell'Automobile Club Milano, e Romolo Tavoni, ex direttore sportivo della Ferrari, vollero creare una nuova formula a basso costo e che fosse formativa per i giovani. Nacque così nel1964 il Trofeo Cadetti Formula 875 Monza. Nome derivato dal costo fissato per le monoposto: 875.000 lire
I primi tre prototipi, realizzati dall'ingegner Massimino ed equipaggiati col motore della Fiat 500 Giardiniera, furono presentati alla stampa nel 1964, durante il GP d’Italia. Le monoposto avevano telaio in tubi ed erano piuttosto semplici, ma anche robuste ed economiche. L’idea ebbe subito successo e, per tutta la stagione, i giovani piloti che acquistavano le vetture avevano la possibilità di girare liberamente sul tracciato Junior dell'Autodromo di Monza per prendere confidenza con la monoposto e con la pista. La prima edizione del campionato si disputò l'anno successivo. Le gare si svolgevano sul circuito Junior dell'Autodromo di Monza, che era stato realizzato nel 1963 e si scelse di correre il giovedì, con gare in notturna, per non distrarre i giovani dai loro divertimenti del fine settimana. Per la determinazione dello schieramento di partenza si ricorreva alla sorte. La prima gara fu disputata nel maggio 1965. Si disputarono due batterie di quindici giri ciascuna ed una finale di venti giri, con venti vetture ammesse al via. Nel 1966 fu istituito anche un Trofeo Nazionale Csai, titolo rimasto in vigore fino al 1991, che comprendeva alcune gare a Monza e alcune fuori Monza.
Anno dopo anno il successo della categoria aumentava, anche grazie alle gare sempre molto combattute e alle batterie eliminatorie per conquistare l’accesso alla finale. Gli iscritti ad ogni appuntamento erano circa 80 con punte di 100 piloti. La stagione più folta fu quella del 1978. Anche il pubblico accorreva numeroso con un record di oltre 5500 paganti.
Già nei primi anni di vita della categoria ci fu il moltiplicarsi di piccoli costruttori. Chiunque poteva costruirsi la propria monoposto. C'erano solo alcuni vincoli da rispettare (come dimensioni, peso, l’assenza di appendici aerodinamiche) e particolari di serie da impiegare. Dal 1983 il Trofeo Cadetti cambiò vettura: serviva una formula più moderna e veloce, al passo con le categorie superiori. Le Formula Panda, con propulsore Fiat 903 cc utilizzato sulle Panda di serie, sostituirono le ormai datate 875 Monza.
Nel 1988 per limitare i costi in ascesa si passò dalla Formula Panda alla Formula Fire: fu utilizzato il motore Fire 999 cc, sul quale non era concessa la possibilità di fare modifiche.
Sette anni più tardi la Formula Fire fu ribattezzata Formula Junior in onore della vecchia formula addestrativa nazionale.
Nel 2002, in seguito a continue polemiche su motori potenziati, inizia l’era del monomotore e la cilindrata passa a 1200 cc e il suo nome nel nuovo millennio è diventato Trofeo Cadetti Formula Junior Monza 1.2.
Per il 2011 è attesa la rivoluzione che snaturerà l’anima del Trofeo Cadetti e segnerà la fine dei costruttori e del carattere di artigianalità che ha reso questo campionato originale ed inimitabile nel corso dei 46 anni di lunga vita. La novità si chiama FM2K11 e sarà la nuova monoposto in fibra di carbonio, uguale per tutti. Avrà un propulsore di cilindrata 1.200cc, 4 cilindri, potenza di 110 cv, preparato da LRM Motors dei fratelli Petriglieri, monterà il cambio Sadev SL66 14 Evo e calzerà pneumatici Kumho.
La categoria è stata trampolino di lancio per giovani piloti che avrebbero poi gareggiato e vinto in categorie superiori, F1 compresa. Tra questi ci piace ricordare Fabrizio Barbazza, Giovanni Lavaggi, Stefano Modena, Max Papis, Roberto Colciago, Giorgio Francia e, soprattutto, l'indimenticabile Michele Alboreto, ultimo pilota italiano a vincere un GP di F1 alla guida della Ferrari.
Samanta Capacini


