Storia della Gp2

Il 6 aprile 2005 al Paul Ricard fu presentata ufficialmente la stagione d’esordio del campionato GP2, con una sessione di test che assegnò i numeri di gara per la prima edizione.
Il debutto della GP2 avvenne in concomitanza al GP di F1 di San Marino in sostituzione della F3000 Internazionale (che si è disputata dal 1996 con le Lola, motorizzate prima Cosworth, e poi Zytek) e come sua formula propedeutica accompagna da allora la F1 nelle date europee.

La GP2 negli anni si è conferma un’importante vetrina per giovani di talento: Rosberg, Kovalainen, Hamilton, Piquet, Glock, Hulkenberg, Petrov e Chandhok...sono tutti arrivati in F1 passando attraverso la GP2. Solo il vincitore 2008, Giorgio Pantano, non ha ancora visto avverarsi il sogno di tornare nella formula maggiore, dove ha già militato nel 2004.

Ogni appuntamento prevede due gare (ad eccezione di Montecarlo) e la griglia di partenza di gara 2 è data dall’inversione dei primi otto di gara 1. Al pilota che conquista la Pole Position per gara 1 sono assegnati due punti, mentre un punto va a chi segna il giro più veloce, ma solo se si classifica nei primi dieci e parte dalla griglia. In gara 1 è obbligatorio effettuare almeno una sosta ai box per cambiare almeno due gomme, mentre in gara 2 non è permesso. La GP2 non prevede soste di rifornimento di carburante. In gara 1 prendono punti i primi otto classificati, ma in gara 2 il punteggio premia solo i primi sei.
Il GP2 è un campionato monomarca e tutte le vetture hanno telaio Dallara in carbonio e motore Renault / Mecachrome V8 di 4 litri, aspirato, con 620 Cv.

Dal 2008 si corre anche la GP2 Asia Series. La serie si disputa nel corso dei mesi invernali ed è nata per sviluppare la competitività e la professionalità di piloti in sempre più vaste aree geografiche, anche se alla fine vi hanno partecipato anche piloti impegnati nella serie maggiore.

Samanta Capacini