Storia della F2
Nel 2008 la FIA ha annunciato un clamoroso ritorno per la stagione 2009: il nuovo campionato di Formula 2. Ennesimo campionato che si dichiara propedeutico alla F1, ma non in contrasto con la GP2. Si è voluta creare una categoria che offrisse ai giovani piloti di formarsi senza spendere budget esorbitanti per passare alle categorie superiori e, certamente, non direttamente alla F1. A suo vantaggio la serie ha puntato sulla formula dei bassi costi e ha richiamato l’attenzione, di appassionati e addetti ai lavori, riecheggiando i fasti di un celebre passato della storia dell’automobilismo. L’intento enunciato è, infatti, quello della rinascita della categoria che nel 1985 lasciò il posto alla Formula 3000.
Il campionato è organizzato dalla MotorSportVision Racing di Jonathan Palmer, ex pilota di F1, società che si è aggiudicata la gara di appalto. Le vetture sono disegnate dalla Williams Grand Prix Engineering Ltd, preparate dalla MotorSport Vision e il nome della monoposto è Williams JPH1 (Williams JPH1B per la versione 2010) dalle iniziali di Jonathan Palmer e Patrick Head. Il motore è un Audi 1.8 turbo.
La stagione d’esordio della categoria, vinta dallo spagnolo Soucek, sarà tristemente ricordata per la morte di Henry Surtees sul circuito di Brands Hatch. Il figlio di John Surtees (campione su due e su quattro ruote) fu colpito alla testa da una ruota, staccatasi della macchina di Jack Clarke dopo uno scontro con un muretto. Episodio che ha richiamato l’attenzione sulla sicurezza in pista.
La monoposto 2010 è stata modificata rispetto a quella scesa in pista nella prima edizione della serie: pance ridisegnate; nuove prese d’aria anteriori; ala posteriore rivista per avere un maggior carico aerodinamico alle massime velocità; miglior rapporto peso/potenza ottenuto alleggerendo la monoposto e incrementando la potenza del motore; e pneumatici anteriori più grandi che migliorano l’inserimento in curva.
SAMANTA CAPACINI


