Storia della F1
La prima vera corsa automobilistica, con la partecipazione di un discreto numero di veicoli a motore, fu la Parigi - Rouen disputata il 22 luglio 1894. Non vinceva chi tagliava per primo il traguardo, ma il concorrente che giungeva a fine gara con la vettura più sicura, più facile da guidare e meno costosa da mantenere.
Da questa prima gara molte cose sono cambiate per l’automobilismo agonistico, anche se sicurezza e costi sono due voci ancora molto importanti.
Nel 1906 l’Automobile Club de France (ACF) stilò un regolamento e organizzò quello che è considerato il primo GP della storia, articolato su due giornate con 12 tappe, che ebbe luogo su un circuito attorno a Le Mans. Ma la Formula 1 iniziò ad esser pianificata nel dopo guerra con una prima serie di Gran Premi. Molte corse erano organizzate già negli anni precedenti, ma l’idea di un Campionato Mondiale di Automobilismo fu formalizzata nel 1947. Nel 1948 fu scelto l’attuale nome di Formula 1, decisione derivata dalla nascita della Formula 2. Furono scelti, tra le tante gare che erano disputate, 7 Gran Premi validi per l’assegnazione del titolo: il GP di Gran Bretagna a Silvertsone, il GP di Monaco, la 500 Miglia di Indianapolis, il GP di Svizzera a Bremgarten, il GP del Belgio a Spa, il GP di Francia a Reims-Gueux e il GP d’Italia a Monza.
Così nel 1950 prese il via il Campionato del Mondo di F1. La prima gara si svolse il 13 maggio a Silverstone e fu vinta da Nino Farina su Alfa Romeo. Lo stesso Farina si aggiudicò anche il primo titolo mondiale. Inizialmente furono premiati solo i piloti, mentre il primo titolo costruttori fu assegnato soltanto a partire dal 1958 (anno in cui domina la Vanwall).
Parallelamente al campionato ufficiale, fino al 1983, continuarono ad esistere gare non valide per il Mondiale, ma dal 1984 si sono disputate solo gare valide per il titolo. Inoltre si disputavano anche due campionati nazionali per vetture di Formula 1: il Tasmanian Formula, in Sudafrica e Australia dal 1960 al 1975 e la Formula Aurora, in Inghilterra dal 1978 al 1980.
Nella storia della Formula 1 si sono avvicendati i campioni; storiche scuderie si sono ritirate e ne sono nate altre; dai colori nazionali che caratterizzavano le livree delle vetture siamo passati a monoposto con disegni e colori di sponsor che investono capitali sempre maggiori (fino a diventare spesso azionisti di maggioranza delle scuderie); sono cambiati nomi, sponsor, colori, ma anche regolamenti sportivi e tecnici che nel corso dei decenni hanno tentato di portare avanti una sorta di equilibrio tra spettacolo, creatività, innovazioni e sperimentazioni tecnologiche e sicurezza.
Gli anni 50 sono stati dominati dai grandi costruttori come Alfa Romeo, Ferrari, Maserati… e da una sperimentazione più che altro motoristica. La Cooper introdusse il motore Climax posteriore.
Gli anni 60 aprirono le porte agli assemblatori inglesi e sul finire del decennio fece il suo esordio l’8 cilindri Ford- Cosworth. Sono anni caratterizzati da alcune innovazioni, come il telaio monoscocca, e dai primi tentativi di utilizzare appendici aerodinamiche.
Gli anni 70 sono stati gli anni dei progressi tecnologici più creativi e curiosi. Ne sono esempi la Tyrrell a 6 ruote e la Lotus 78 che, introducendo l’effetto suolo, cambierà per sempre il concetto di aerodinamica. C’erano anche soluzioni estreme come il grosso ventilatore posto in coda alla Brabham, nel solo GP di Svezia 1978. Doveva creare più aderenza a terra unito alle “minigonne”, ma creava il vuoto dietro di se, soprattutto perché raccoglieva sporco e sassi dalla pista e li scagliava contro le altre monoposto.
Gli anni 80 videro i successi dei motori turbo, ma anche la loro messa al bando. La seconda parte del decennio fu dominata dalla McLaren. In questi anni la F1 subì un’importante trasformazione e diventò un fenomeno mediatico.
Gli anni 90 sono stati caratterizzati da un uso sempre maggiore dell’elettronica e dalla necessità di rendere le monoposto sempre più sicure. Importante la svolta nell’assegnazione dei punteggi: per la classifica finale valgono tutti i risultati e non è più previsto lo scarto.
Dal 2000 si assiste ad un continuo alleggerimento delle monoposto e ogni mondiale si apre con nuovi regolamenti, nel tentativo di ridurre i costi e aiutare il rilancio di una categoria che spesso è definita Formula Noia.
Se la Formula 1 è considerata tanto noiosa, perché si continuano ad investire enormi capitali in questo sport? Perché gli ascolti televisivi continuano ad essere alti? Che cosa spinge gli appassionati a svegliarsi alle 4 del mattino per vedere un GP di Formula 1?
Non c’è una risposta a queste domande.
Le emozioni non sono spiegabili razionalmente e la Formula 1 è la formula regina dell’automobilismo perché riesce, almeno in Europa (e non solo), a tenere viva la passione da oltre 50 anni. Nonostante le critiche che muoviamo alla Formula 1, attendiamo con ansia ogni inizio stagione, magari sperando di assistere di nuovo ad un duello Villeneuve – Arnoux targato Digione '79… con tutto il rispetto per i vari Jabouille!
SAMANTA CAPACINI


