Storia dei Rally
Nati come gare prevalentemente di regolarità e con macchine praticamente di serie, i rally si sono lentamente, ma radicalmente trasformati in gare di velocità su strada.
Particolarmente spettacolari sugli sterrati, i rally hanno visto un continuo aumento delle gare asfaltate soprattutto nelle varie competizioni nazionali che si svolgono in Europa, vista la sempre maggiore difficoltà nel reperire strade sterrate.
Nel 1968 c’è stata la prima edizione del campionato internazionale riservato alle marche, vinto dalla Ford, mentre il primo campionato mondiale marche viene conquistato dall’Alpine Renault nel 1973, che precede tre anni di dominio Lancia con la mitica Stratos.
Dal 1977 anche per i piloti viene istituita una coppa Fia vinta dal trentino Sandro Munari, battuto l’anno successivo dal finnico Markku Alen, due anni di titoli marche per la Fiat con la 131 Abarth.
E’ lo svedese Bjorn Waldegaard a conquistare il primo campionato mondiale piloti nel 1979 con la Ford Escort che vince anche il titolo marche. Rohrl, Vatanen e nuovamente il tedesco conquistano i primi tre titoli degli anni 80, per il marche c’ è l’ ultimo titolo della Fiat (1980), seguito dal clamoroso successo Talbot con la piccola Sunbeam Lotus nel 1981 e lo storico primo titolo per l’ Audi nel 1982, che apre l’ epoca delle vetture a quattro ruote motrici.
In quegli anni i campioni del mondo sono Mikkola (1983 su Audi), Blomqvist (1984 su Audi), Salonen (1985 su Peugeot) e Kankkunen (1986 su Peugeot), ma a entrare nella storia è anche la francese Michelle Mouton, seconda nel mondiale 1982 e vincitrice di cinque rally iridati. Tra le case gioiscono la Lancia che nel 1983 porta il prototipo 037 all’ ultimo titolo di una due ruote motrici, Audi nel 1984 e due volte Peugeot con la 205 T16 (1985-1986). Sono gli anni delle fantastiche gruppo B, prototipi da oltre 600 cv, ma veramente proibitive da guidare.
Infatti, al termine della sciagurata stagione 1986 queste vetture vengono messe al bando dalla federazione internazionale.
La decisione, già nell’aria dopo i tanti gravissimi incidenti nel biennio 1985/1986, viene presa al termine del rally di Corsica in cui perdono la vita Henry Toivonen, forse il più talentuoso pilota di tutti i tempi, e il suo navigatore Sergio Cresto.
Juha Kankkunen, ultimo campione del mondo con le gruppo B, apre anche il ciclo di titoli dell’era gruppo A nel 1987 con la Lancia Delta, vettura capace di vincere sei titoli marche consecutivi. Kankkunen vincerà anche i titoli 1991 ( Lancia Delta ) e 1993 ( Toyota Celica ) quando porta la casa giapponese al primo titolo costruttori.
I maggiori avversari del campionissimo finlandese sono i due volte iridati Miki Biasion (1988-1989 su Lancia Delta) e Carlos Sainz (1990-1992 su Toyota Celica), quest’ultimo protagonista di oltre quindici anni di gare al top.
L’elettronica sulle vetture rende sempre maggiore il divario fra piloti ufficiali e privati e la vittoria di Franco Cunico, al Sanremo del 1993, è l’ultima per un pilota non ufficiale.
Didier Auriol centra il titolo nel 1994 con la Toyota dopo che, due anni prima, aveva inutilmente ottenuto il record di vittorie in una stagione.
Nel 1995 è Colin McRae a conquistare il titolo con la Subaru. Lo scozzese, grazie alla sua guida sempre estremamente spettacolare e molto spesso oltre il limite, è diventato un personaggio popolarissimo anche al di fuori dell’ambiente.
La vittoria di Piero Liatti al Montecarlo 1997 apre l’era delle vetture WRC nel periodo d’oro delle case giapponesi: Toyota (1994-1999), Subaru (1995-1996-1997) e Mitsubishi (1998) si spartiscono i vari titoli, e con quest’ultima Tommi Makinen vince quattro mondiali consecutivi, dal 1996 al 1999, sempre al volante della Lancer.
Dal 2000 torna grande la Peugeot, che conquista tre titoli marche consecutivi, grazie alla 206, e due mondiali piloti con Markus Gronholm (2000-2002), che sfiora il tris, ma viene battuto da Richard Burns su Subaru (2001).
Ad affiancare le WRC c’è anche la categoria delle Kit car aspirate 2000 a trazione anteriore, che grazie alle Citroen di Bugalski e Puras ottiene tre vittorie in gare su asfalto, prima di sparire velocemente anche a causa di restrizioni regolamentari imposte dalla federazione.
Dopo le vittorie con la Kit car, la casa francese passa alla WRC e schiera lo squadrone composto da Sainz, McRae e un giovanissimo ex campione di ginnastica, lanciato nel mondiale dalla federazione francese, Sebastien Loeb, che immediatamente relega i due campionissimi al ruolo di scudieri. Al suo primo anno completo nel mondiale giunge secondo al fotofinish, battuto nel 2003 dal funambolico norvegese Petter Solberg sulla Subaru. Dall’anno successivo inizia il monopolio di Loeb, capace di vincere sei mondiali consecutivi, pur con l’ agguerrita concorrenza dei finlandesi della Ford.
Prima Gronholm e poi Hirvonen le provano tutte, ma pur contribuendo alla conquista del titolo marche per la casa americana nel 2006 e 2007 con la Focus, devono accontentarsi del titolo di vice campione alle spalle del fenomeno alsaziano.
La casa francese vince i titoli marche dal 2003 al 2005 con la Xsara, e dopo i due anni di titoli Ford, torna al titolo con la C4 (2008-2009).
Dario Colombo


