Storia del Supermotard

La parola francese “motard” significa genericamente motociclista, ma in particolare si riferisce a quel tipo di motociclista che va in moto con qualsiasi condizione climatica, spesso in gruppo ed è un grande appassionato e vero conoscitore del suo mezzo.
Supermotard è la parola che indica un superpilota, un motociclista che ama guidare sia sullo sterrato sia sull’asfalto, utilizzando, però, la stessa moto. Un ibrido, una fuoristrada con gomme da pista.
Quando in Francia si sono organizzate le prime competizioni di questo genere, è stato scelto questo termine proprio per sottolineare la particolarità della nuova disciplina.

Nel 1997 nacque il Campionato Europeo e nel 1999 fece il suo esordio il Campionato Italiano Supermoto. Nel 2002 l’Europeo lasciò il posto al Campionato del Mondo, nato con il patrocinio dalla FIM. Nel 2003 fu creato anche il Supermotard delle Nazioni, una gara a squadre per nazioni.

I partecipanti sono suddivisi in classi in base delle cilindrate delle loro moto. Nella categoria S1 (Sport) sono ammessi i motocicli con cilindrata inferiore a 250cc 2T e 450cc 4T e nella S2 (Prestige) quelli con cilindrata superiore a 250cc 2T e 450cc 4T. Inizialmente era presente anche la S3 per piloti under 25 in sella a moto di cilindrata inferiore a 250cc, classe eliminata nel 2004.
Dal 2008 nel Campionato Italiano sono state introdotte anche la S4 e la S5 per moto con gomme stradali, equivalenti per le altre caratteristiche alle S1 e S2.

I circuiti su cui si disputano le gare sono tracciati misti che prevedono una maggior percentuale d’asfalto (circa il 70-85%) e una parte minore (15-30%) di materiale naturale, come la terra battuta priva di pietre. Inoltre, nel tratto fuoristrada è prevista la presenza di salti e dossi.
I tracciati possono essere ricavati all’interno di circuiti permanenti, ma anche in ampie aree in cui tutto viene creato ex-novo.

Samanta Capacini