6600 Km

E’ un po’ che non scrivo su queste pagine e questo mi dispiace.
Siamo a Luglio e qui a Monza fa molto caldo. Gli ultimi 3 mesi sono stati molto impegnativi. Ho iniziato con la trasferta di Pau, la mia seconda volta nella cittadina francese. Nonostante questo non ha perso il suo fascino. Sono una persona che perde facilmente entusiasmo se faccio cose ripetitive, ma il circuito cittadino ai piedi dei Pirenei mi è piaciuto come se fosse stata la prima volta. Ci sono andato da solo, anche se la, poi, è come stare a casa. Il paddock è una famiglia, composta di semi sconosciuti, molti dei quali non so nemmeno come si chiamano, ma da sicurezza sapere che se ti trovi in difficoltà anche a più di 1000 km da casa, puoi sempre contare su facce amiche. I 3 giorni in terra francese sono stati impegnativi per via delle condizioni meteo, pazzesche nella giornata di Venerdì quando il tempo cambiava letteralmente ogni 5 minuti. Mi sono comunque divertito, il posto è un sogno per fotografare, davvero caratteristico. Pau poi è molto accogliente e la gente ti fa sentire a casa. La birretta con Emanuele il sabato prima di cena è uno di quei momenti che mi rimarrà impresso nella memoria. Niente di particolare, ma i suoni e le immagini di quel momento mi hanno dato serenità. Per la prima volta sono andato a Pau in auto da solo, 1100 km che ho deciso di spezzare in due all’andata. Mi sono fermato ad Arles, una bella cittadina nel sud della Francia. La sera in albergo via streaming sono anche riuscito a vedermi la semifinale di Champions, 1-1 a Madrid, con un urlo al gol di Morata che ha fatto tremare l’Ibis…. Il ritorno invece l’ho fatto tutta in una tirata, l’idea di tornare a casa è sempre molto forte, anche se il weekend di lavoro è piacevole. La settimana successiva è stata la volta di Zeltweg, in Austria. Famoso ora come Red Bull Ring, il circuito è immerso in un contesto di montagna, buona aria e gente cordiale. Peccato il tempo che ha deciso di farci vivere un fine settimana invernale (pioggia e temperature prossime ai 5 gradi) nel pieno di Maggio. Qui il weekend l’ho affrontato insieme a Roberto, e tutto è andato via liscio senza troppe preoccupazioni o stress. Essere in due a lavorare è sempre tranquillizzante e hai modo di esprimere la tua creatività più liberamente. Tornato a casa ho vissuto il weekend successivo per la prima volta lavorando per l’Autodromo Nazionale di Monza. Essere il fotografo della sala stampa è stata una bella soddisfazione. Ho lavorato bene, lo stress era tanto ma sono convinto di aver dato il meglio di me nella mia pista di casa. Solo pochi giorni di riposo e poi via, destinazione Belgio, nell’università dei piloti. Anche questa volta a Spa ci sono andato da solo, anche se in autodromo mi aspettava Emanuele con cui ho vissuto un bellissimo weekend. Il lavoro è filato via liscio, e il sabato sera, in un pub mi sono gustato la finale di Champions anche se con clima abbondantemente ostile. Nonostante le gufate belghe, non ci sono rimasto poi male per una sconfitta che non ha lasciato strascichi emotivi. Di questo weekend mi porterò per sempre dentro l’immagine dello stambecco a bordo strada appena fuori dalla foresta, la strada in mezzo al bosco illuminata a giorno dalla tempesta di lampi più spettacolare che abbia mai visto, e la colazione sempre con Ema sulla terrazza della palazzina box dell’autodromo la domenica mattina, con il sole che non scaldava e quella pace surreale che da li a poco sarebbe stata spazzata via dal rumore dei motori. Dopo ben 6600 km percorsi in 4 settimane, ho fatto una settimana di vacanza all’isola d’Elba, un paradiso a “pochi” chilometri da casa, seguito poi da un weekend a Cerreto Guidi, un posto dove potrei andare a vivere felicemente. Ho potuto ricaricare le pile e ho avuto modo di riflettere un po’ sulla mia vita, sulle persone che mi circondano, su quali progetti archiviare e su quali concentrarmi. E’ arrivato poi uno dei momenti che aspetto di più durante l’anno, ovvero la gara della F.Renault Alps a Monza. Casa finalmente. Qui ho meno contatti con il mondo del paddock, sia per la vicinanza con la mia “base”, sia per la logistica alquanto scomoda di Monza. Il tempio della velocità è in piena ristrutturazione, ma deve ancora lavorare su tanti dettagli per poter tornare ai fasti di una volta. E’ stato un weekend impegnativo dal punto di vista fisico, per il gran caldo che ha caratterizzato tutti e tre i giorni. Per la prima volta in vita mia ho avuto paura di non riuscire a concludere il weekend, e questo ha influito sulle mie prestazioni. Pur portando a casa dell’ottimo materiale, non sono riuscito in toto a fare quello che mi ero messo in mente. Lo so, 37 anni non sono tanti, ma 37° all’ombra si. Ora una settimana di pausa e poi sarà la volta di Misano Adriatico. Non amo particolarmente quella pista, non ha punti spettacolari, ne niente di caratteristico. Spero solo di non dover passare un altro weekend alla ricerca di un po’ di refrigerio. E’ tutto per ora… un grazie a chi ha avuto voglia di arrivare fin qua in fondo a leggere i miei racconti…. See you soon…